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martedì 6 gennaio 2015

Luna boscosa

Avevo scelto di vivere su Hoth.
 
Era stato troppo di tutto. Troppa umiliazione, troppa denigrazione, troppe prese in giro di quanto provavo, delle mie emozioni. Quindi, meglio congelare tutto, meglio anestetizzare di ghiaccio e neve.
 
Meglio dimenticarsi che il cuore batte.
 
Poi, mi sono ritrovata sulla luna boscosa di Endor. All'improvviso, in modo imprevisto.
Risveglio dei sensi, senz'altro. Ma se parlavo, rispondeva solo la mia voce. Non c'era nessun altro con me, neanche un Ewok. Luna boscosa, ma sembrava morta.
 
Era meglio, indubbiamente. Ma non ce la facevo più. Ho cercato di resistere, poi ho desiderato di nuovo Hoth ed il suo ghiaccio. Ho desiderato trasformare la luna di Endor in Hoth.
 
Ma la neve non prendeva.
 
Ed ora, in questa terra di alberi, c'è una voce che non è la mia.
Non mi voglio sbilanciare, già lo sto facendo troppo.
Ma forse... forse...
...non sono più sola...

martedì 9 dicembre 2014

Punti di discordanza

In famiglia, sono quella con le idee meno convenzionali.
 
 
Non è un vanto, più una constatazione. Come il fatto che sono troppo alta ed amo il verde.
 
 
Il problema, è che questo mi porta ad essere automaticamente etichettata come polemica, rompicoglioni, saccente e chi più ne ha più ne metta. Probabilmente sono tutte cose vere, ma non credo proprio come le intende la Squala, che mi definisce con cotali etichette il più delle volte...
 
 
8 dicembre. Giorno di riposo per me, Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria per lei (N.B. le maiuscole sono sue. Rispetto il suo punto di vista, non lo condivido). Io, che avevo letto un libro fino alle piccole di mattina e me la stavo prendendo comoda, ricevo una telefonata angosciata della Squala che implora il mio aiuto: stanno arrivando ospiti a pranzo, saremo in 9, serve una mano. Brontolando un po', emergo.
Lei ha tutto pianificato: risotto alla zucca, frittata di patate, verdure pastellate surgelate, insalata, pomodori, formaggi, frutta e dolce. Essendo assolutamente incapace a preparare un risotto che non sia riso bollito con x ingredienti aggiunti, l'incarico più gravoso è il mio. E mi accingo a farlo con sottofondo di messa papale.
 
 
Visto che alla cena di famiglia ho già avuto i miei problemi con una procugina ciellina (io ero reduce da un cerchio di donne per la Luna Piena, lei trova inconcepibile che in casa si accendano candele ed incensi, immaginate...) la mia tolleranza è scarsa, quindi comincio ad esporre la mia sui limiti di certi soggetti. La Squala non gradisce, of course. Per lei, si prega andando in chiesa, verso un dio (non uno qualunque, uno dei grandi monoteismi; forse riesce ad accettare l'induismo, ma ho i miei dubbi); il fatto che io preghi non un dio accendendo candele ed incensi a casa, o camminando nei boschi, non è preghiera. Come se la vita, la natura, ogni cosa esistente non fossero cose da pregare e per cui ringraziare non un qualcuno, ma loro, semplicemente.
Per lei, il Diluvio Universale è un fatto inconfutabile ed antichissimo certificato da tutte le religioni. Per me, senz'altro c'è stata una pesante alluvione, ma non universale, perché se ne trovano tracce in relativamente poche culture, tutte dallo stesso ceppo mediorientale (che poi si sono spinti fino alle Americhe ed alle isole del Pacifico, perché all'epoca si camminava e si viaggiava sul serio), e non è stata una punizione divina ma una conseguenza del riflusso climatico; è più facile vederla nelle rocce che leggerla sulla Bibbia, dove peraltro è scopiazzata - male - dall'epopea di Gilgamesh.
Per lei, è esistita la figura storica del Cristo, riconosciuta anche da ebrei e musulmani. A questa, c'è mancato poco che le sbottassi a ridere in faccia. Figura storica? Chiedo scusa?? Storica quanto Thor, Ceridwen e Na'ashjé'ii Asdzàà? Credi in loro? Io ci credo in quanto rappresentazioni simboliche di un bisogno umano, ma NON in quanto figure storiche!!!!!
Ok, l'ultima parte non l'ho espressa, pure perché sarebbe stato inutile, oltretutto mi ha prima zittita per sentire il papa, poi mi ha al solito dato della polemica presuntuosa, e per finire mi ha detto di parlare con chi sa davvero le cose.
 
 
Difficile incontrarsi in un dialogo...

venerdì 17 ottobre 2014

Vergogna

A solito, uno di quei post che possono aprire uno spiraglio sul mio modo di pensare.
 
 
Ieri sera - meglio, stamattina... - stavo rientrando da un concerto cover di De Andrè, peraltro molto bello (se un concerto cover di De Andrè fatto solo con voce e chitarra riesce a commuovere tutti i presenti, c'è poco da fare, è fatto bene, ed è bravo l'interprete). Ero tutta contenta perché è arrivato il notturno, che segue il vecchio percorso dell'autobus e quindi mi porta sotto casa. Stavo meditando sulle canzoni, quando è entrato un gruppo piuttosto chiassoso di slavi.
 
 
(apertura numero uno: so qual è lo stereotipo degli slavi, tutti sporchi, ubriachi, chiassosi e molesti. Non sono d'accordo, ne conosco tanti che sono bravissime persone... per questo detesto dover ammettere che questi rispecchiavano in pieno lo stereotipo...)
 
 
Mi fissano, ma ho il mio solito aspetto da Regina delle Nevi straniera. Quindi incominciano a "molestare" verbalmente una ragazza seduta subito dietro all'autista.
 
 
Ecco. E qui mi sono vergognata. E' vero che non è intervenuto nessuno, ma io ho solo pensato "adesso li faccio smettere". Non ho fatto niente. E la mia "giustificazione mentale" mi suona troppo debole.
 
 
Non sono intervenuta perché sono una donna.
 
 
Non so cosa sarebbe successo, se fossi intervenuta. Forse niente, forse, visto il livello di alcool presente, avrebbero cominciato ad importunare anche me. E non credo che sarebbe intervenuto nessuno. Questa è la parte peggiore. Ai più credo non sarebbe fregato nulla, come non glie n'è fregato niente che importunassero quella ragazza. Qualcuno magari avrebbe pure pensato che me la meritavo, visto il mio intervento.
 
 
Non è una giustificazione valida.
 
 
Ho avuto paura, e non ho fatto nulla. Gli slavi hanno continuato finché non sono scesi, non sono riuscita a vedere in volto la ragazza. Le ho chiesto mentalmente scusa, ma la vergogna rimane...

venerdì 26 settembre 2014

Apostasia incipiente

Sono stata educata dalle suore. Non è stata una mia scelta - difficilmente può esserlo, alle elementari... l'alternativa era la Steineriana, e la Squala li vede come il fumo negli occhi. Quindi, benedettine. Una manica di pinguini che odiavano ed umiliavano i bambini come nella miglio rappresentazione di "The best days of our lives" dei Pink Floyd.
Alla fine, si sopravvive a tutto.
 
 
Ho smesso di credere al diavolo come me lo avevano raccontato alle medie. A 16 anni, ho smesso di credere tout court alla religione cattolica. A 18, sono riuscita a dire alla Squala "Io non vado più a messa, non ci credo!". Me l'ha fatta pagare per mesi, venendomi a disturbare la domenica, qualsiasi cosa stessi facendo, per dirmi che LEI andava a messa perché LEI faceva la scelta difficile, quella di credere, perché è tanto facile non credere, e LEI non era come ME, lei si impegnava.
(tralascio che secondo me è molto più difficile costruirsi il proprio credo ex novo facendo tabula rasa)
 
 
Ho passato un periodo di studio del paganesimo, ma senza trarne grandi soddisfazioni. Come il cristianesimo, si focalizza su certi aspetti eliminandone altri.
Le filosofie costituite sono diventate forme di religione, e la cosa mi inorridiva; non ero uscita da delle pastoie solo per trovarmene altre.
Alla fine, con studio ed impegno, mi sono costruita un credo mio, che mi permette di vivere serena, e mi consente di non ammorbare gli altri - o almeno ci provo - e di bacchettarli se loro ammorbano me.
 
 
Solo che, qualche tempo fa, per andare a trovare la Sartina con i viejos ed una sorella della Squala (che qui chiameremo la Beghina), dopo attimi di nervosismo a causa di una signora che ci aveva bloccati per strada per cianciare a vuoto e che era pure più beghina della nostra Beghina personale, cosa che mi ha fatto essere più linguacciuta del solito, una volta finalmente salita in macchina ed aver protestato che io NON sono cattolica, la Beghina ha rimarcato che sì, lo sono, perché sono battezzata, e comunicata, e cresimata.
 
 
Ora. Tralasciando il semplice fatto che, cavolo, cerimonie fatte prima dell'età della coscienza e sotto lavaggio del cervello dalla società andrebbero considerate nulle a priori. Come pensate che mi sia sentita?
Impastoiata. Di nuovo.
Io non amo le pastoie.
Ho rifatto la mia ricerca in rete fino a trovare questo . Ho stampato il modulo - due copie -, l'ho compilato, ho fatto la fotocopia della carta d'identità, ed oggi ho spedito il tutto. Raccomandata A/R.
 
 
La rabbia è un gran motore. E sono ad un passo dall'essere libera.
 
 
Magari additata a vita, in questo paese cattobigotto, ma libera.

domenica 7 settembre 2014

...

Allora, come va con il lavoro?
 
 
Boh... ho cominciato una persona nuova... certo, è ricoverata all'Umberto I, è un po' un viaggio per andarci...
 
 
Perché, quanto ci metti?
 
 
L'ultima volta un'ora e un quarto ad andare, un'ora e mezza a tornare.
 
 
E quanto prendi?
 
 
40 euro l'ora...
 
 
Ma no!!! E' troppo poco!!!! Hai studiato, ti sei impegnata tanto, fai pure il viaggio... sono quasi 4 ore che stai in giro, è metà giornata!!! Devi farti dare di più!
 
 
In linea di massima è vero... ma a loro non frega niente di quanto ci metto e cosa vuol dire per me... ci sono andata pure sabato, perdendo la prima lezione di Danza... un sacco di volte, quando ho detto "40 euro l'ora", mi hanno pianto miseria... e parlo di gente con i soldi!!
 
 
Eh, ma così è sfruttamento! E dimmi, continui pure a fare i ciondoli e le collane?
 
 
Sì. Quello come svago, ora che sto di meno a Porta Portese. L'infilatura con i nodi la metto a 10 euro, che è una palla mortale, quella semplice ed i castoni a 2...
 
 
Sempre troppo poco!!! Ma quando imparerai?
 
 
Discorsi fatti da un padre ed una sorella pieni di buone intenzioni, che si preoccupano per le mie finanze (d'altra parte, una persona capace di comprarsi i bicchieri, i piatti e le posate da sola prima di avere casa, desta preoccupazione, no?). Al tempo stesso, lo stesso padre e la stessa sorella si ritrovano a fare lavoretti gratis per gli amici; poi vengono a fare la paternale a me...
 
 
 

sabato 26 luglio 2014

Stolen youth

"Lo Stato ha venduto la nostra gioventù, e noi abbiamo lasciato che la vendesse per fame".
 
 
Ok, non è una citazione perfetta, avrei dovuto prendere appunti quando ieri sera, su La Grande Storia, citavano questa frase di uno dei giovani italiani andati in Belgio a lavorare nelle miniere con il "contratto di scambio" manodopera per carbone.
 
 
Ma ero più intenta a ragionare.
 
 
Penso troppo; ed il mio pensiero alle volte prende pieghe strane - ed amare.
 
 
Questa frase è degli anni '50. Però potremmo riutilizzarla ancora adesso. Perché noi degli anni '80 ed a scendere ci siamo fatti rubare la gioventù dallo Stato.
 
 
Politicanti senza scrupoli, di ogni schieramento, hanno fatto i loro comodi rubandoci diritti e sogni.
Stereotipizzazioni rivelatesi poi false hanno indirizzato i sogni dei più verso strade senza sbocco.
Chi aveva già un ruolo ha cercato di favorire gente incompetente per il solo fatto che era con loro imparentata, quando una meritocrazia ben applicata avrebbe potuto far salire in graduatoria gente che avrebbe potuto veramente dare una boccata di ossigeno a questo Paese (che, per citare il Russo in uno dei suoi sfoghi, sì, se la meriterebbe la maiuscola...).
Sono amareggiata perché mi devo conquistare il lusso di coltivare i miei interessi, mi devo barcamenare a stento tra gente che ha competenze e capacità magari inferiori alle mie, e sentirmi pure dire che sono una bambocciona che non ha voglia di lavorare e di mettere su famiglia.
 
 
Sono anni che non mi concedo ferie, che valuto prima di fare spese, che discuto ferocemente con la Squala per tutelare le mie scelte, che poi in ogni caso pago con i miei soldi.
 
 
Forse sono un po' stanca di farmi rubare gioventù e tempo prezioso...


venerdì 4 luglio 2014

Spirit Bird

Dopo letteralmente mesi di sottofondo continuo dei Dead Can Dance, un pezzo meraviglioso di nome "The writings on my father's hand", oggi ho cambiato musica.
 
 
Abbastanza di che farci caso.
 
 
Il pezzo che mi è venuto in mente, "Spirit Bird" di Xavier Rudd, è qualcosa di particolare; non tanto per la tecnica di esecuzione, che rimane molto semplice (voce-e-chitarra), quanto per la tematica trattata. Sembra quasi un sogno sciamanico, e forse lo è.
 
 
Mi fa pensare ai danni che troppo spesso facciamo qui, su questo pianeta. Come se non fosse la nostra casa, il luogo dove affondiamo le radici.
 
 
Se ci immaginassimo sulle spalle dei nostri antenati, uscirebbe fuori una bizzarra piramide umana rovesciata. E sotto a tutto, ci sarebbe la Terra.
 
 
Perché non rispettiamo il posto che ci ospita e ci nutre?
 
 
Non so se riuscirò mai a capirlo...
 
 


venerdì 16 maggio 2014

...

Non ho parole.
 
 
Trovare la lettera che la Squala ha scritto alla capa di Barbapapà.
 
 
Il quale Barbapapà ha consegnato la lettera di dimissioni, e se ne andrà in pensione a fine mese.
 
 
OK. Leggo la lettera.
 
 
Si può arrivare a detestare così profondamente una persona che quasi non si conosce?
 
 
Mesi, anni di stipendi non pagati, di ferie non riconosciute, di contratti disattesi.
 
 
Scusatemi. Sono arrabbiata.

martedì 29 aprile 2014

Esposta

Mi rendo conto di non scrivere più così tanto su questo blog.
 
 
Da una parte è normale. Non ho più tutto il tempo di quando ero una studentessa universitaria (pure se l'ho aperto sotto tesi, e diciamocelo, lì il tempo era DAVVERO poco...); ma soprattutto, credo che dipenda dal fatto che mi sono resa conto fino in fondo di quanto è trasparente il mondo della rete.
 
 
Inserire il minimo dei dati riguardanti la sottoscritta è qualcosa che mi aiuta. Se c'è qualcosa a cui tengo, è la mia privacy, e per quanto possa essere amichevole con tutti, per essere amica di qualcuno questi se la deve conquistare, la mia fiducia (e se la perde, per me è morto). Però diciamocelo, ho uno stile di scrittura veramente riconoscibile, gli errori di digitazione e di ortografia sono grossomodo sempre gli stessi, e non so quanto tempo ci vorrà perché qualche lettore di faccialibro o del mio blog realizzi che Kura e JB (iniziali che possono essere un misto tra Scrubs e un whisky, in effetti...) si renda conto e cominci a cerchiare... in fin dei conti, quante fisioterapiste danzatrici del ventre esistono a Roma? Soprattutto, quante fisioterapiste interessate all'olistico e abbastanza pazze da dirlo?
 
 
Ecco. La realtà digitale mi fa sentire esposta. Quindi, non è che non mi succedano cose - ne capitano, eccome, anche di ridicole, gag mentali e situazioni buffe - ma non ne parlo. Non voglio espormi più del previsto.
 
 
Ammettiamolo, non sono poi tanto diversa dalla liceale disadattata avvolta dal muro di gomma che ho (apparentemente) lasciato indietro una decina di anni fa...

domenica 20 aprile 2014

Eiridh tonn air uisge balbh

Diciamocelo. Questo anno, un anno retto dal segno della Luna, visto che è cominciato di luna nuova e sta proseguendo con eclissi ed altri simili fenomeni, non è esattamente il MIO anno.
 
 
O meglio, è un anno di transizione bello e buono, con quel che ne consegue.
 
 
Se già ad aprile riesco ad elencare una batosta sentimentale, un'influenza con dolori articolari, quattro raffreddori di quelli buoni (di cui uno, l'ultimo, con tanto di notte insonne a sputare i polmoni a colpi di tosse), un braccio rotto diagnosticato ed una mano rotta non diagnosticata perché in lastra non si vedeva, un Barbapapà ricoverato con tutto il contorno di preoccupazioni che ne consegue, ed un corteggiatore insistente ma che si è rovinato con le sue mani con una serie di frasi.
 
 
Ho un po' paura per come proseguirà...
 
 
Molto spesso le onde si alzano su acque tranquille. Io che passo troppo spesso per un'acqua cheta, forse è il caso che alzi la testa...

mercoledì 19 marzo 2014

Land of confusion

E qui, le cose si complicano...
 
 
Quasi una settimana senza tutore, ed ancora il braccio molto rigido, ma vabbè.
 
 
Più che altro, il fronte sentimentale...
 
 
Ok. Niente Russo, stavolta, se non come comparsa. Perché lo scorso anno, in quel di Montelago, mi ha fatto conoscere alcuni suoi amici. Tra questi, Wolfen (cui mi è toccato mettere qualche pezza, ogni tanto, visto che sembra la versione maschile di "It's oh so quet" di Bjork, ed è quasi imbarazzante...), e Shadow. Con entrambi ho stretto amicizia anch'io, ed è stato buffo perché il Russo, all'epoca, mi aveva detto che avevo fatto colpo su di entrambi (meritandosi la mia migliore espressione da trota salmonata)...
 
 
Ultimamente, capita di sentirci tramite chat con Shadow, che ho soprannominato così perché mi ricorda, anche tanto, l'omonimo protagonista di American Gods (mi ricorda anche Falcon di City Hunter, ma Shadow rende meglio... e se non lo avete mai letto, LEGGETELO. L'autore è Neil Gaiman). E' un ragazzo colto e con una certa sensibilità, piuttosto frustrato dalla vita in un paese minuscolo del sud, dove viene discriminato per una serie di motivi. Parlare serve abbastanza ad entrambi, in effetti. Ed ha un modo bizzarro di quasi corteggiarmi.
 
 
Solo che, l'ultima volta, il suo corteggiamento si è fatto un po' più chiaro, del tipo "non posso più fare finta di niente". Ne abbiamo parlato, pro e contro, su e giù.
E' un amico, lo sento come tale. Ho la testa ancora altrove - in diversi "altrove", in effetti, non ultimo il braccio. Non so cosa pensare.
 
 
Vediamo cosa succederà...

martedì 11 marzo 2014

Momentary Freedom

Appurato il fatto che sono pazza, che tre anni di studio di una materia medica non hanno migliorato questa mia pazzia, e che un'intera famiglia votata alla scienza (o, possibilmente, alla Scienza) nulla ha potuto con la mia illogicità, mi permetto di condividere con voi i miei brevi ma graditissimi momenti di liberà.
 
 
Sono già due giorni che, la sera, levo il tutore. Faccio prendere aria al braccio, lo lavo (e levo gli infiniti strati di pelle morta...), cerco di muoverlo quanto più possibile, e dormo senza.
 
 
Al mattino, terminate le mie abluzioni post colazione e messi i calzini, lo rimetto, giusto per stare più tutelata in giro e sul lavoro.
 
 
Questo senza ancora sapere il risultato della risonanza magnetica né l'opinione del Dottorone Professorone Salgincattedra Sotuttoio, che mi aveva fatto una buona impressione in visita ma al telefono avrei voluto appendere al muro - lo so, sono miss Diplomazia.
 
 
Finora, il mio braccio ne ha solo beneficiato. Pure se sembra una specie di salame bianchiccio, puntinato di rosso ed estremamente rigido.
 
 
La libertà è meravigliosa... ^_^

lunedì 27 gennaio 2014

Constatazioni

Alla soglia dei 31 anni, credo di potermi permettere due constatazioni.
 
 
La prima è che odio le domeniche; o sono al corso, o sono a Porta Portese, o non so cosa fare - a parte zompettare per boschi, ma non è la stagione.
 
 
La seconda è che odio il mio compleanno. Non amo ricevere i regali, detesto organizzare qualcosa, mi sento in obbligo di far stare bene tutti e poi finisco per stressarmi, restare digiuna e basta.
 
 
Col fatto che c'è un fine settimana a settimana (say what?), e che il mio compleanno si avvicina pericolosamente, non è del tutto strano che io sia un tantino di cattivo umore...

martedì 7 gennaio 2014

Ouch!

E così.
 
 
Cominciare a preparare il pranzo presto, perché tanto una corda di violino in confronto a me è molla.
 
 
E la Squala che rompe le scatole perché lei avrebbe fatto qualcosa di più sbrigativo (ma sto cucinando io... se voleva, poteva rientrare prima e farlo lei), e deve uscire presto (mavà? E a che ora? La mia stessa ora? Interessante...), e che non ha la mia falcata (mavà numero due...), e non le piace uscire col boccoe in bocca (mavà numero tre, ma ci si abitua a tutto...) ed altre simili amenità, quando io avevo la testa nettamente altrove; e si è riscossa solo per dirmi che avevo un'aria preoccupata, ma le è bastata una mezza cavolata per calmarsi (genitori: quando sono distratti, e quando sono distraibili).
 
 
Ovviamente, ero troppo tesa... quindi, quando siamo uscite ed è arrivato l'autobus, io ho lasciato che lo prendesse e sono andata a piedi. Ed ovviamente, visto che io ho una falcata umana, ho preso il treno prima del previsto. L'appuntamento alle 15 è stato quindi alle 14.40...
 
 
Il Russo (sì, ok, è sempre lui, ed io sono un'idiota) si era svegliato tardi, ed io gli offrivo una scusante per muoversi ed uscire... solo che, arrivata in stazione, mi sono resa conto di non poter stare ferma causa gambe di gelatina quindi, appurato che lui non era ancora arrivato, mi sono incamminata nella maniera più lenta possibile verso casa sua (arrivando a farmi superare da una signora filippina che parlava al cellulare... U_U).
 
 
Quasi sotto casa sua è comparso; ed ovviamente, sapendo il mio stato d'animo, la prima cosa che ha detto è stata "Non scappare!". Non so che colore avessi, in effetti. Ma ridere mi ha aiutata un po'.
 
 
Siamo andati, camminando lentamente, verso un parco qualunque, uno di quelli un po' squallidi, abbandonati a loro stessi ed ai graffitari, e lì, dopo la classica caccia alla panchina "pulita", lui ha aperto il suo regalo della befana ("Good Omens", libro d'obbligo), ed io ho letto la risposta scritta alla mia lettera (ebbene sì, dopo essere stata definita una nuova Jane Austen o l'ennesima sorella Bronte, ho ricevuto una risposta scritta).
 
 
Ouch.
 
 
Dalle prime righe.
 
 
Cortese, ma fermo. Gentile, ma diretto. Sincero, assolutamente.
 
 
Anche qui, non so di che colore sono diventata. Ed anche qui, mi ha salvata la risata finale, garantita da una sua battuta sulla mia cacografia (mi piacerebbe scrivere bene... e, a parte tutto, ho realizzato che il mio corsivo è come la Salsapariglia asperis, con i viticci, spinoso, e con le lettere simili alle foglie in germoglio...).
 
 
In pratica, mi vuole bene, ma non "quel tipo" di bene. E' un amico. Non può essere altro.
 
 
Rimpiango di aver complicato le cose in un momento di difese abbassate dal sonno, sperando che la sua sbronza e la memoria da pesce-rosso-stile-Dory-di-Nemo mi aiutassero (cosa che regolarmente non è successa...).
 
 
Quindi, tanto camminare e tanto parlare, specie da parte sua. Da parte mia, un momento in cui di nuovo mi è mancata la terra sotto i piedi, e un po' di corsa, dopo avergli mollato borsa e sacca di danza, fregandomene della ghiaia del fango del rischio di cadere e di cosa poteva pensare la gente.
 
 
Sinceri e diretti. Rispettosi dello stato d'animo altrui. alvo le lacrime che si rifiutavano di uscire.
 
 
Mi ha accompagnata di nuovo alla stazione del treno, io non pronta per una facciata da tenere al lavoro, lui che non sapeva cosa dire. Ho bloccato la porta con la gamba, poi ho capito che non c'era più tempo, e sono salita.
 
 
Ho scritto a chi sentivo di dover avvertire, ho cercato ancora una volta di piangere, sono scesa alla fermata ed andata un momento alla valle dell'Inferno, ho parlato via telefono con Crowley per troppo tempo, cosa che comunque mi ha aiutata per la mia facciata di "brava ragazza sempre allegra", ho fatto il mio dovere, mi sono incamminata a Danza con le prime lacrime che finalmente avevano trovato la direzione giusta, quindi ho parlato e pianto al telefono con Xiuh, facendo prendere un accidente alle mie amiche di Danza, e solo a lezione, massacrandoci con i movimenti in salita e discesa, sono riuscita di nuovo a sorridere.
 
 
L'orgoglio sarà la parte facile. E' una vita che più o meno ci scendo a patti, e ok, ormai so che valgo, e valgo davvero molto, un po' me lo ha scritto anche lui. La parte difficile sarà andare in quella parte di me dove questo sentimento è cresciuto, e mettermi lì con calma a sradicarlo tutto, perché non ne rimangano tracce, neanche il minimo dei germogli.
 
 
Allora potrò tornare ad essere un'amica.

lunedì 30 dicembre 2013

Tu-TUM!!!!!

E la mia ordalia era passata, in effetti abbastanza bene.
 
 
Ovvio, contavo i giorni. Ovvio, ero tesa. Ma ero piuttosto soddisfatta di me, di come avevo gestito la cosa.
 
 
Una lettera. Le sorelle Bronte sarebbero state orgogliose di me. Demodé fino all'ultimo...
 
 
L'attesa è stata la parte più penosa, sinceramente. Più che altro perché, non avendo dato scadenze, mi sono ritrovata con un mare di giorni che mi si aprivano davanti, e nessuna certezza di risposta. Cercavo di non pensarci, ma inevitabilmente i miei pensieri prendevano quella direzione, e se possibile anche le pieghe peggiori, dentro la mia testa.
 
 
Ho cercato di rimanere ferma nel mio essere distante. Non volevo opprimere. Mi sono fatta viva giustio per gli auguri di natale, il 24, e per la situazione che mi è stata rivelata (che andrà classificata sotto "sfiga natalizia", e nulla più).
 
 
Desiderio represso di farmi più viva.
 
 
Desiderio represso di sollecitare una risposta.
 
 
Avevo pure messo un reminder sul telefono, per consolarmi con una scadenza più che per altro, alla mattina di oggi, per chiedergli se aveva avuto modo di pensare.
 
 
Poi, io stessa cercavo di distrarmi.
 
 
Ieri sera, stanca sfranta e cotta dopo una giornata di duro lavoro al Mercato ed un brutto attacco di tachicardia, stavo scambiando messaggi con Bodhisattva circa capodanno e le musiche su cui danzerò, ed è stato con distrazione che ho preso il cellulare all'ennesimo segnale.
 
 
Vedere il nome del mittente mi ha fatto mancare diversi battiti, però.
 
 
Tranquilla che non mi sono scordato di risponderti.
 
 
I can endure the wait a bit more, now... I believe I can... 

mercoledì 18 dicembre 2013

Ordalia

[or-da-lì-a] s.f.
giudizio di Dio; prova fisica a cui nel Medioevo si sottoponeva talora un accusato, e il cui risultato era ritenuto un diretto responso divino sulla sua innocenza o colpevolezza

 Nel Medioevo, prova fisica cruenta a cui, presso i popoli germanici, si sottoponeva un accusato

ordàlia (o ordalìa) s. f. [dal lat. mediev. ordalium, che è dall’ingl. ant. ordal «giudizio di Dio»; cfr. ted. Urteil «giudizio»; la pron. ordalìa è influenzata dal fr. ordalie]. – Termine nato nel medioevo europeo per indicare il «giudizio di Dio», e cioè ogni prova rischiosa (per es., del duello, dell’acqua bollente o fredda, del ferro rovente) alla quale veniva sottoposto un accusato, e il cui esito, considerato come diretta manifestazione della volontà divina, era determinante per il riconoscimento dell’innocenza o della colpevolezza dell’accusato stesso.


Aggiungiamo anche che dallo stesso termine ordal viene fuori l'inglese moderno ordeal, cioè ordalia (appunto), cimento prova.

lunedì 9 dicembre 2013

Il mio lavoro

Mi piace il mio lavoro, ma.
 
 
Ma grande quanto una casa.
 
 
Alle volte penso che avrei dovuto fare un altro mestiere.
 
 
Tipo cercatrice di mine in campi minati.
 
 
Più sicuro.
 
 
Soprattutto, rispetto al momento in cui ti chiama la cara vecchia ormai famosa Pazza Furiosa. Ancora. E ancora.
 
 
Devo riuscire a convincerla che quel numero non è mio.

domenica 1 dicembre 2013

Hound Dog

No, niente blues, né rock'n'roll, né Elvis Presley.
 
 
Rapporti di vicinato.
 
 
Già ho espresso più di una volta la mia scarsissima simpatia per i vicini latinos degli Inferi. Ripeto, sono cresciuta con un cileno in famiglia, adoro i latinoamericani, questi sono l'eccezione che conferma la regola. Sono proprio degli str col botto.
 
 
Ieri sera, io già morta di mio causa corso ad Ostia, mi accingevo ad andare a letto, e nel corso delle mie abluzioni ho sentito un rumore bizzarro, che su due piedi mi ha ricordato un trapano. Guardo l'orologio, quasi le 23.30, che caspita di lavori stanno facendo?
Poi invece ho distinto, fra un vvvvvrrrrr e l'altro, dei caratteristici gemiti femminili, al che ho intuito che forse non era un trapano, per quanto il suono fosse davvero quello, ma delle molle di un letto. Per qualche motivo, mi sono immaginata Alberto Angela che faceva una complicata spiegazione su questa specie di uccello sudamericano che, nell stagione degli amori, emette il caratteristico verso...
 
 
Fin qui, tutto ok. Per quanto non sia parte di una coppia, non ho nulla contro le coppie che si amano.
 
 
Solo, non dovevano chiudere i cani fuori di casa per trombare. I soliti cagnetti, quando non hanno più sentito rumori dalla casa, hanno cominciato a piangere come dei disperati... e questo più volte, nel corso della notte (ho anche il sospetto, dal rimbombo che facevano gli abbai, che fossero non in giardino, ma nella tromba delle scale...).
 
 
Che dite, provo di nuovo a denunciarli all'associazione per la difesa degli animali, o gli rubo i cani per regalarli a qualcuno che li tratti meglio?

martedì 26 novembre 2013

Orsite

In un altro dei miei periodi no, insomma.
 
 
Ho bisogno di spazio e di silenzio.
 
 
Ho bisogno di avere intorno persone serene, invece che gente che mi richieda al solito più energie di quelle che posso dare (da questo punto di vista, è utile il fatto che stia imparando a dire qualche NO ben piazzato).
 
 
Ho bisogno di essere lasciata in pace, soprattutto, senza gente che mi chieda come sto, e perché sto così, e se voglio parlare, e se lo so che sono miei amici e posso contare su di loro eccetera.
 
 
Perché sto da schifo e lo nascondo molto male, pure perché non ho voglia di nasconderlo - salvo ai viejos, ma quello non fa testo... -, e sto così per via dei miei pensieri e di un evento occorso questa domenica che mi ha scossa non poco, e non ho voglia di parlare, neanche con i miei amici ed anche se so di poter contare su di loro quasi sempre.
 
 
E' una di quelle occasioni in cui devo contare solo su di me, a costo di disintegrarmi ancora una volta e ricominciare a costruirmi da capo ex novo.
 
 
C'è da portare pazienza. E' uno dei miei soliti attacchi di orsite, passerà. Prima o poi.
 
 


domenica 27 ottobre 2013

Tuina

Oggi ho ripreso il coro di medicina cinese.
 
 
E dopo una serie di gag delle mie (tipo dimenticarmi dell'ora legale e svegliarmi con uno sforzo alle 6.30, per poi scoprire che erano le 5.30, grazie tante... oppure andare alla sede del corso - ricordo per i non addetti, ad Ostia - precipitarmi perché sto facendo tardi, trovare tutto chiuso, provare l'altra sede, nessuno neanche lì, chiamare la segretaria e scoprire che non cominciamo alle 9, ma alle 10...), dopo essere entrata in una classe che più compatta poteva essere solo una falange oplitica, e sentirmi molto fuori posto, dopo aver realizzato con orrore - ma non molta sorpresa - che devo riprendere tutto ex novo, a partire dai percorsi dei meridiani... ho deciso.
 
 
Irrevocabile.
 
 
Non me ne frega niente del master, né della laurea. Questo è l'ultimo anno che farò lì. Non mi interessa, dopo Kinesiologia e Quanti-Ka è superata, mi porta solo stress inutile che posso risparmiarmi.
 
 
Risparmio energetico. Se mi fossi data retta da subito, invece di dare retta ai razionali del caspio che mi dicevano "completa il percorso di studi!!!" (i.e. la Squala), mi sarei risparmiata anche la spesa di questi 1600 euro, che potevano farmi molto comodo per un bel viaggio...