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lunedì 18 maggio 2015

False friends are like our shadows...

...e prima ci si rende conto di chi sono, meglio è.
 
 
Facciamo il punto. Verso la fine di due anni fa, un'"amica" (virgolette d'obbligo) mi ha chiesto se potevo fare dei trattamenti al compagno della madre, che stava decisamente poco bene, possibilmente come trattamento di favore dato che i soldi non erano molti. Essendo una persona con cui ero in rapporti di amicizia accetto, lasciandole il mio numero e dando un prezzo vantaggiosissimo.
Si è rimandato, prima per problemi di salute di questa persona, poi per il ricovero di Barbapapà. In ogni caso, verso settembre dello scorso anno, dopo averle di nuovo lasciato il mio numero di telefono, comincio.
 
 
Si tratta di un personaggio tecnicamente famoso, un regista; taccio il nome, perché ho rispetto della privacy altrui, e perché di questa faccenda è l'unico ad averci rimesso. In ogni caso, la madre della mia "amica", la sua compagna/badante, è brava solo a prendersi cura di lui, per il resto è un disastro.
 
 
Ogni tanto scopro, telefonando io, che non devo andare; ogni tanto si rimanda il mio pagamento alla volta dopo, o a due volte dopo; ogni tanto, lei esce per fare delle commissioni e devo aspettare anche mezz'ora per avere il mio pagamento, oppure mi trattiene mezz'ora in chiacchiere che non mi interessano né mi riguardano, solo perché sono l'unica persona esterna con cui può parlare, mangiandosi di fatto il mio tempo, che tendo a valutare abbastanza. Oltretutto, solo per arrivare a casa loro ci impiego 1 ora, altrettanto per andare via, e quasi sempre arrivo che il mio paziente dorme o sta facendo colazione o guarda la televisione, e scuoterlo mi richiede altro tempo fondamentalmente sprecato.
 
 
Durante una sua ricaduta, mi viene chiesto di andare in una clinica (decisamente scomoda da raggiungere con i mezzi) per trattarlo. Arrivo che la compagna non c'è, non ha pranzato e devo dargli io da mangiare, il tempo in cui mi sarei potuta trattenere era giusto l'ora delle visite ma mi viene chiesto di prolungarlo - per far cosa poi, non so, dato che appena lo mettiamo in piedi decide di andare in bagno e non riusciamo a fargli fare un passo dopo l'altro, dopo una settimana di allettamento -, e tanto per finire arriva il fisioterapista della clinica.
Morale della favola, due ore buttate più l'andata, che mi dovrebbero venire pagate subito, ma che non ha sull'unghia, le dispiace molto. Un po' frustrata, decido di aspettare.
 
Rientra, sta molto meglio, chiamo - sempre io, lei si dimentica -, e torno a fare la mia ora di viaggio-ora abbondante di terapia-rientro; e di nuovo, niente soldi. Così altre due volte. Alla quinta ora faccio un discorso con questa donna, dicendo che se non può corrispondermi lo stipendio non ha senso che vada, e che preferisco aspettare che sia lei a chiamarmi se e quando potrò venire. Lei, che faceva tutta la dispiaciuta, alla mia fermezza si inalbera, alza la voce, comincia a darmi del lei con toni pesanti ed a dirmi che "la tiro lunga", ma alla fine sembra vedere la logica e ricomincia a fare la carina, promettendomi i soldi per il fine settimana. Le dico che il venerdì avrei avuto impegni, e che nel weekend non sarei stata a Roma, e lei mi garantisce di dare i soldi alla figlia, che vive dietro casa mia. Facile e pulito.
 
 
Il venerdì incriminato mi ritelefona. Di nuovo le faccio presente che non sarei passata da quelle parti, e che non sarei stata a Roma, e ribadisco che o ci vedevamo il martedì, oppure poteva darli alla figlia. Opta per la seconda.
 
Il sabato mi scrive che la figlia mi ha scritto su faccialibro. Quando, la domenica, ho un momento di tempo, leggo il messaggio, che dice fondamentalmente che i soldi ce li ha lei e che è molto impegnata, le rispondo okay, non c'è problema, questo è (per l'ennesima volta) il mio numero, quando lo vedi ci sentiamo e ci si vede. Provo anche più volte a chiamarla, ma il suo cellulare mi suona sempre staccato.
 
 
Passano giorni senza notizie. Chiamo la signora il lunedì per scoprire che non ci sono i soldi, quindi niente terapia. Il giovedì vedo un altro messaggio della figlia, scritto di mercoledì, che mi dice che sta sempre sui mezzi e che quella sera andava a pilates, ma prima o poi ci saremmo viste, e comincio ad inalberarmi.
 
 
Come ho fatto qui, ma in modo meno dettagliato, scrivo la mia esasperazione su faccialibro; dello stipendio non pagato dopo cinque ore di lavoro, degli inutili regali di biscotti quando mi si lascia mezz'ora in più in sospeso; insomma, mi levo i sassi dalle scarpe, senza un nome né niente.
Alcune ore dopo, apro la posta e trovo un commento al post scandalizzato ma già abbastanza pesante della mia "amica". Provo un lampo di vergogna - maledetta educazione -, ma io non sono in torto. Non le rispondo. Altre ore dopo, mi telefona, mentre sto lavorando, e ci accordiamo per mezz'ora dopo. Il ragazzo che tratto, a conoscenza della situazione, ridacchia.
Quaranta minuti dopo arriva, solo che becca anche i miei, tutti fuori casa. La invito per un bicchiere d'acqua - altro tentativo per chiarirci -, ma mi molla i soldi in mano e se ne va frettolosamente.
 
 
Ora. Tutto a posto? Non esattamente. Il venerdì ricevo messaggi orribili, sul cellulare, dalla madre; messaggi in cui mi si accusa di calunnia e comportamento scorretto, di abuso di fiducia e simili. Mi affaccio un attimo al negozio di Erbalista, e scopro che la mia "amica" ed il fratello hanno dato libero sfogo su faccialibro.
 
 
Che dire? Io ho dato il massimo, ho lavorato col massimo della professionalità, ho pubblicato un legittimo sfogo, ho ricevuto finalmente quei - troppo pochi - soldi che mi spettavano, e mi chiamo fuori. Dal contratto lavorativo e dall'amicizia.
Ed ho imparato. Mai più sconti a nessuno.

domenica 7 settembre 2014

...

Allora, come va con il lavoro?
 
 
Boh... ho cominciato una persona nuova... certo, è ricoverata all'Umberto I, è un po' un viaggio per andarci...
 
 
Perché, quanto ci metti?
 
 
L'ultima volta un'ora e un quarto ad andare, un'ora e mezza a tornare.
 
 
E quanto prendi?
 
 
40 euro l'ora...
 
 
Ma no!!! E' troppo poco!!!! Hai studiato, ti sei impegnata tanto, fai pure il viaggio... sono quasi 4 ore che stai in giro, è metà giornata!!! Devi farti dare di più!
 
 
In linea di massima è vero... ma a loro non frega niente di quanto ci metto e cosa vuol dire per me... ci sono andata pure sabato, perdendo la prima lezione di Danza... un sacco di volte, quando ho detto "40 euro l'ora", mi hanno pianto miseria... e parlo di gente con i soldi!!
 
 
Eh, ma così è sfruttamento! E dimmi, continui pure a fare i ciondoli e le collane?
 
 
Sì. Quello come svago, ora che sto di meno a Porta Portese. L'infilatura con i nodi la metto a 10 euro, che è una palla mortale, quella semplice ed i castoni a 2...
 
 
Sempre troppo poco!!! Ma quando imparerai?
 
 
Discorsi fatti da un padre ed una sorella pieni di buone intenzioni, che si preoccupano per le mie finanze (d'altra parte, una persona capace di comprarsi i bicchieri, i piatti e le posate da sola prima di avere casa, desta preoccupazione, no?). Al tempo stesso, lo stesso padre e la stessa sorella si ritrovano a fare lavoretti gratis per gli amici; poi vengono a fare la paternale a me...
 
 
 

lunedì 25 agosto 2014

Da zero a tre nel giro di due

Sono quasi sicura di averlo già scritto. Sono affascinata dall'idea del campeggio da quando ero piccola.
 
 
Sia la Squala che Barbapapà avevano praticato, in gioventù. La Squala, con tutti i fratelli maschi scout ed amici campeggiatori, doveva essere piuttosto ben attrezzata. Barbapapà aveva dovuto costruirsi l'esperienza da solo, ma dopo aver dormito sotto un cespuglio in attesa di imbarcarsi per Londra ed andare a sentire non so se i Beatles od i Rolling Stones, beh, credo che l'idea di una tenda suonasse estremamente confortevole.
 
 
Nonostante ciò, a nessuno dei due è mai venuto in mente che potesse andare anche a me o ad AiLund di campeggiare. Il massimo dello sforzo della Squala era stato mandarmi agli Scout, in un periodo in cui il mio rapporto con la chiesa era già ridotto a terra bruciata (non terreno fertile... proprio roba da piogge acide per centinaia di anni... tipo coltivare il pianeta Venere), e peraltro come unica over-15 (avevo 20 anni, e mi sono ritrovata in mezzo ai lupetti... gh!!). Di tende, comunque, manco l'ombra.
 
 
L'anno scorso a Montelago per me è stato uno sblocco, pure se ho dovuto chiedere in prestito tutto ed imparare nel modo più difficile, con l'esperienza (servono sacchi a pelo pesanti, tende semplici da montare ma di buona qualità, bagaglio quanto più possibile ridotto come ingombro, un buon materassino, la luce per la notte...). Ripetendo l'esperienza quest'anno, ho potuto attrezzarmi meglio.
 
 
Ed adesso sono andata col gruppo di pazzi capitanati da Bodhisattva e MrCoach dalle parti del bosco del Sorbo, per altri due-giornidue-notti di massacro formativo in campeggio.
 
 
Ho sperimentato il campeggiare con la pioggia e l'utilità della verandina, ho apprezzato la torcetta da testa di AiLund, la comodità del materassino gonfiabile (pure se adesso mi devo procurare una pompa per usarlo), ho apprezzato di nuovo la sacca interna di cotone da mettere nel sacco a pelo che aveva cucito mia nonna paterna (da delle orrende lenzuola anni '70, ma l'aspetto passa in secondo piano dopo la funzionalità), ho dormito con un'altra persona e la sua cagnetta, ho visto cos'altro mi può servire (mazzuolo di gomma per i picchetti, piccola lampada a led con laccio lungo o gancio da appendere nella tenda, la summenzionata pompa, altri picchetti ché non bastano mai...), ed il tutto facendo letteralmente i chilometri (siamo arrivati a 50 in 2 giorni, esclusi errori di pista, passeggiate personali per cibo e/o momenti evacuatori, giri funzionali ed esercizi) e non occupandoci quasi per niente di campeggio o dell'arte di campeggiare.
 
 
Di conseguenza, accumulo punti esperienza, stendo il sacco a pelo fuori per areare, ed aspetto la prossima occasione. Se sono arrivata a 30 anni vergine di campeggi, e poi da 30 a 31 ne ho fatti ben tre, vuol dire che presto replicherò, ed avrò modo di imparare nuove cose :)

lunedì 4 agosto 2014

VALERIOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (Valerio è qui)

Sì. Anche quest'anno, Montelago.
 
 
Questo è stato l'anno delle defezioni, del "mi prendo due giorni per vedere com'è" e poi scoprire che la marea di gentaglia che lo invade mi ha fatto perdere un po' la voglia, del terreno in puro stile Woodstock, della mia prima vera tenda e di come montarla... ma andiamo per ordine.
 
 
Tanto per cominciare, niente sveglia allucinante. Non passando per Valmontone, non ho sentito il bisogno di fare le 4.30 come l'anno scorso. Comunque, sveglia presto, colazione lampo, gestione incasinata delle cose come mio solito, i viejos che mi scortano a Termini ('un sia mai che sparisco per strada), io che ricordo di avere il treno alle 7.45 e poi realizzo, guardando di nuovo il biglietto, che era alle 9.35, quindi faccio un salto da Borri per prendere l'ennesimo libro di Terry Pratchett (una piccola guida curata come un'enciclopedia alfabetica a Discworld), e tra quello e le cuffie con la musica del mio cellulare (sempre più tacchino farcito)riesco a far passare il tempo, ridendo come un'idiota, finché non arriva finalmente l'annuncio del binario e posso salire in treno (e qui si conferma che Murphy ce l'ha con me, perché davanti a me si siede una signora piccolina che si fa l'intero viaggio comodamente spaparanzata, rendendomi impossibile lo stendere le gambe...).
 
Appuntamento alla stazione di Foligno con la Zirlatrice, una ragazza fantastica conosciuta al Full Moon (che chiamerò così perché è in grado di zirlare come un grillo, non chiedetemi come fa), e viaggio in navetta, condividendo musica e discorsi (abbiamo parlato tantissimo, in questi due giorni...), quindi arrivo a Montelago con luuuuuuuunga passeggiata attraverso il campo - strada fangosa in modo incredibile, impossibile che la navetta potesse praticarla), facciamo un pezzo di strada con una riservatissima ragazza del nord con i capelli in parte tinti blu elettrico e la compostela sullo zaino, quindi entriamo nell'accampamento. Qui ci separiamo, io più o meno seguita da una ragazza che poi diventerà la mia ombra (dal fichissimo nome fantasy ma totalmente priva di spirito di iniziativa, e che quindi si appoggia totalmente a noi, specie a me... U_U), la Zirlatrice verso i suoi amici, seguita a ruota dalla ragazza della compostela (che si appoggerà al loro campo, ma con più spirito di iniziativa individuale).
 
 
Trovare il resto della compagnia del Labicano è un'impresa, ma alla fine ci riesco. Solo, tra le varie pozzanghere e fango, mi bagno le scarpe (sono andata coi sandali... pessima, pessima idea...), il piede comincia a slittarci dentro che è un piacere, quindi li levo e comincio a girare scalza, diventando in pochissimo tempo l'immagine degli Hobbit quando girano per Mordor (Xiuh, tu approverai, avendomi sempre detto che sono un Hobbit un po' troppo cresciuto ;) ). Arrivata comunque al punto dell'accampamento, gioisco nel vedere che quest'anno siamo attrezzati con un gazebo...
 
 
Mentre Sportsy mi aiuta a montare la tenda (quella ragazza vive di attività, ed è stata non solo un aiuto stravalido, ma anche un genio nello spiegarmi l'how to in maniera semplicissima), si monta lo stendardo (quello famoso, disegnato lo scorso anno dal Menestrello che quest'anno non c'è), e si comincia a provvedere al pranzo, pranzo cui si appoggia la suddetta ragazza-ombra (che, ci racconta, doveva venire con degli amici che poi le hanno dato buca... l'abbiamo invitata per compassione e spirito di solidarietà, ma dopo un po' che parlava me ne sono pentita...). Quindi, giro per il mercato, il Mortimer's Pub, ascoltiamo musica e rivediamo un po' di gente (tra cui il fotostalker dello scorso anno, cosa che mi fa un po' irrigidire, ma per fortuna non pare notarmi, forse perché ho messo le orecchie da elfo...), e lì noto una cosa: se c'è musica folk io ho voglia di ballare comunque, mentre i Labicanensi aspettano la notte... di conseguenza, io cerco qualcuno con cui ballare - e finisco per farlo fuori dalla tenda con Zirlatrice, entrambe scalze (cosa che si rivelerà essere una pessima idea...), mentre loro rimangono seduti tranquilli (salvo Sportsy che mi svela il mondo del pogo seduto...).
Ok, ammettiamolo, non mi sono fatta questo Montelago per la musica.


La gente mi vede e mi fotografa. Un ragazzo filma me e Zirlatrice che balliamo (e ci fa ripetere la sequenza più volte, perché se devo fare qualcosa sul serio mi impapero e scivolo sulla guazza). Riprendo contatti con alcuni dei bancarellai, che ho conosciuto e si ricordano di me con affetto (specie i signori delle pietre... adorabili!!!!). Incontriamo barbari e soggetti strani-ma-divertenti, parliamo con tutti, sorridiamo per il solo piacere di farlo (cosa che, la sera, mi ha tirato dietro un ragazzino ciucco perso che mi si è appiccicato per ballare e non sapevo più come sbolognare...).


Ho sentito però la mancanza del Russo, di Wolfen e della Lupacchiotta (meno di Shadow. Che ci fosse o meno, mi sono resa conto, mi lascia indifferente). Mi è mancato Menestrello, e lo spirito di comunità che riusciva a creare (io sono una misantropa assurda, ma ci tengo a fare in modo che il gruppo capisca che comunque ci sono...).


Sono rimasta in giro fino a sera tardi, ballando un po' con Sportsy e con Butterfly, una meravigliosa persona, quindi ho deciso di tornare in tenda per provare a dormire un po'. Illusa. A parte il casino del concerto, la gente aveva deciso (ed in certi casi lo dichiarava anche esplicitamente, con tanto di coro da stadio) che "a Montelago non si deve dormire". Di conseguenza urli, schiamazzi, "Valeriooooooooooo" vari; placato questo, alle 4.30 qualcuno si è fatto una bella suonata al djembe (e giuro, chiunque fosse lo avrei ucciso, pure se era bravo - e lo era parecchio...); e, per finire, il pianto disperato di un bambino. A quel punto, totalmente insonne, ho deciso di prepararmi per affrontare il nuovo giorno... (di buono c'è stato il fatto che la nuova tenda teneva l'umidità molto meglio della "3 secondi" dell'anno scorso, e che il sacco a pelo invernale più la protezione in cotone cucita chissà quanto tempo fa da farmor hanno fornito il giusto grado di calore per affrontare la notte serenamente - è vero, ho avuto i crampi comunque, ma sono dipesi dall'impossibilità di muovermi più che da altro. Adesso mi serve solo un materassino decente)


Vestita, più o meno lavata - le salviettine umidificate servono, ma non sono totipotenti -, mangiato parte del pacchetto di Grancereale ed un po' di mandorle, rimesse le orecchie da elfo, ho preso di petto la giornata nel modo migliore. Girando per il mercatino.
Quindi, mi sono fatta prendere da un attacco di treccite. E dato che ero venuta a Montelago anche con l'idea di fare trecce ad offerta libera (totalmente libera per le trecce semplici, a partire da 3€ per quelle con i nastri), ho intrecciato i capelli di Butterfly subito dopo pranzo e, resistendo strenuamente alla tentazione di dormire, ho cercato i ragazzi del Gerbillo per fare trecce anche lì.


Inizialmente, mercatino moscio - ho fatto una treccia alla fidanzata del mitico Bodhranista -, quindi ho fatto l'ennesimo giro per il mercatino vero, poi, con l'aiuto di Zirlatrice, la cosa ha preso piede e mi sono ritrovata a fare lavori interessanti (senz'altro il più bello proprio su Zirlatrice, una finta crown braid con nastro a tracciare un pentacolo). Quindi, persa l'accensione dei fuochi - cosa che mi è dispiaciuta - e la danza del ventre - cosa che non mi è dispiaciuta troppo -, sono andata a procacciarmi la cena, di nuovo in giro per il mercatino, quindi in tenda a parlare con Zirlatrice fino alle 3 e rotti (ed abbiamo deciso di andare in Irlanda insieme).
Una volta partita lei, ho provato di nuovo a dormire, con più successo del giorno prima anche se comunque col sonno disturbato dai vari casini e concerti (ad un certo punto, quando già stava facendo chiaro, mi sono svegliata di soprassalto pensando che stesse suonando la sveglia; invece era musica mandata a basso volume dal palco - da lì la decisione che, in ogni caso, al prossimo Montelago niente sveglia con le cornamuse, troppo confondibile).


Svegliata comunque troppo presto, dopo aver deciso di bypassare la colazione ed aver compiuto un po' di abluzioni rimandate per troppo tempo, ho smontato quanto più rapidamente la tenda e fatto il mio bagaglio (il tempo sembrava minacciare molto), ho chiesto a Red, venuto anche lui, uno strappo fino a Foligno (lui invece me l'ha offerto fino a casa... caro ragazzo!!!), ho salutato la sola Butterfly, unica ad essersi svegliata (e che ho allarmato con le mie previsioni metereologiche, che in seguito ho scoperto essere totalmente infondate), e sono partita, carica di cose nuove, un sacco di fango, sonno, tagli sotto ai piedi (ed una spina che stava facendo infezione... ouch!!!!), ma anche divertimento e voglia di riprovare ancora.


E senz'altro, Valerio era con noi.


sabato 19 luglio 2014

Phoenix

Giorni di lacrime e stralunamenti, di guerre in famiglia, di urla al telefono - non mie -, di quarzi raccolti da terra, di sangue versato, di attimi sereni in un mare di ossessioni.
 
 
Ma il bello della vita è che ci si rialza sempre.
 
 
Qualsiasi cosa accada, noi siamo più forti.
 
 
Magari arriviamo a conoscere bene il sapore della terra. Stiamo lì un po', sputiamo i ciuffi d'erba tra i denti, controlliamo l'entità dei danni (ok, il labbro è un po' tagliato, ho le ginocchia scorticate, il polso è malconcio... posso rialzarmi senza che niente ceda?), e siamo di nuovo in marcia.
 
 
Il popolo delle Fenici.
 
 
Non sarà questo ad abbatterci.

martedì 17 giugno 2014

Camping shopping

Non so, esattamente, quando ho cominciato ad essere affascinata dall'idea del campeggio.
 
 
Ricordo che per anni è stato il mio sogno proibito. Andare in campeggio con i viejos? Impossibile.
 
 
(loro ci andavano, illo tempore. Il problema è che nel frattempo sono passati più di 30 anni, sono diventati vecchietti e, nel caso della Squala, bionici, e comunque non hanno più l'agilità di infilarsi in una tenda)
 
 
L'attrezzatura teoricamente c'era, ma persa chissà dove.
 
 
Anni ed anni fa - facevo ancora il liceo... GAAAHHH!!!!!!! - avevo trovato a casa di nonna al mare una tenda, o meglio il telo; l'avevo tirato fuori, controllato, avevo lavato via la muffa e l'avevo steso... e a quel punto PoshMan, l'unico uomo che parta dall'idea che l'albergo deve essere minimo a tre stelle, ha detto che era dei suoi genitori o comunque sua, e che se la prendeva lui.
Per non usarla, conoscendolo.
E solo dopo che IO avevo fatto il lavoro.
Ma vabbè.
 
 
Anni fa ero incorsa nell'ennesimo errore di innamorarmi della solita persona sbagliata. La persona in questione, oltre a non provare per me il benché minimo interesse se non per orizzontale, era un discreto affabulatore, ed un grande appassionato di campeggio. Mi promise che saremmo andati - e fosse stato per lui, starei ancora aspettando...
 
 
Invece, lo scorso anno, un ragazzo che avevo visto la prima volta a capodanno (il famoso Menestrello, amico di storica data di SuperMario), si è fidato abbastanza di me, o ha visto la voglia, e mi ha coinvolta per Montelago. Un'esperienza da una parte fenomenale, dall'altra stressantissima, perché ho dovuto fare giri allucinanti quando non erano necessari, mi sono dovuta far prestare tutto - e dico sinceramente tutto, alla fine anche i picchetti da chi ne aveva di riserva - da altri, ho sofferto il freddo ed il sonno come non mai. Ma formativa. Anche tanto.
 
 
Ed oggi, dopo tanto tempo, finalmente sono andata con i viejos e la Sartina (che ha una storica esperienza di campeggi) a prendere la mia prima tenda!!!!!!!!! ^^
 
 
E' una Bertoni, del tipo che Menestrello giudica il top (aveva lo stesso modello, prima di essere costretto ad abbandonarlo su un campo con tutto l'armamentario da campeggio a causa di una fulminea intossicazione alimentare... e dice che può resistere anche sotto ad una cascata), presa a 3 posti più che altro perché in quella a 2 ci entravo solo di sbieco (...ok... la mia scusante che "non sono alta" qui vacilla un po'...). Ed è mia. Doveva essere il regalo di natale-più-compleanno, ma confusa dai libri che mi avevano preso i miei, l'ho pagata io.
 
 
E la Sartina mi ha prestato a tempo indeterminato anche un sacco a pelo, acquistato da una delle figlie per campeggiare in Norvegia (arriva a coprire da 20 a 0 gradi), e che tanto da lei chissà quando si tornerà a fare campeggio...
 
 
Ora mi mancano lo zaino, il materassino e - indispensabile - una torcia.
 
 
Me felice ^^

mercoledì 4 giugno 2014

Dreams...

Questi giorni di studio convulsivo e noia maxima devono star attivando degli strani meccanismi nella mia testa...
 
 
Stanotte ho fatto l'en plain.
 
 
Lasciando perdere il fatto che nel sonno profondo ho sognato un guazzabuglio confuso con come fil rouge il meridiano Zu Tai Yang (che se non erro è il meridiano di Vescica); nella prima parte della notte, nel dormiveglia, ho fatto un sogno breve, intenso ed oscuro.
 
 
Il sogno cominciava con me in una foresta che pareva da incubo: piena notte, alberi spogli, tutto molto cupo, su mille sfumature di grigio o bianco livido. In questo ambiente, mi si avvicinava una sagoma... immaginate un centauro, ma con coro di cervo invece che di cavallo, e questo immenso palco di corna sulla testa. Mi si avvicinava senza parlare, io mi chiedevo cosa dovessi fare, e dentro di me la risposta è stata "Seguilo".
(Da quel momento in poi, nel sogno, lui è stato Cernunnos, per quanto non corrispondesse all'iconografia del dio)
 
 
Camminavamo a lungo, in silenzio, in questa foresta morta, finché non siamo arrivati in una sorta di radura rotonda; lì lui si fermava, e mi diceva, con una voce decisamente profonda e dalla strana risonanza, che quello era il luogo della mia prova, e che se fossi riuscita a far rivivere quella foresta avrei appreso qualcosa di nuovo ed utile per me. Qualcosa mi faceva pensare che, se non fossi riuscita a farlo, mi sarebbe andata decisamente male...
Fronteggiai uno degli alberi che circondavano la rada, e mi ci concentrai fino a fargli spuntare alcune foglie, ma la voce di Cernunnos mi disse che non era niente, già altri lo avevano fatto senza risultato, perché le foglie dopo un attimo si riducevano in cenere. Quindi andai verso l'unico albero che cresceva più o meno verso il centro della rada. Lo abbracciai, era un tronco enorme e freddo, e cominciai a rilasciarci tutte le forze che avevo.
 
 
A quel punto, mi sono vista da fuori, e tutto intorno. Un po' come nei cartoni animati o nei film con una marea di effetti speciali, una sorta di sfera di onda d'urto. L'albero diventava un'enorme betulla, la terra sotto di me si copriva di un'erba smagliante dalle mille sfumature di verde, gli alberi intorno diventavano immediatamente verdi e vivi, il cielo si liberava e diventava un terso cielo azzurro, di quell'azzurro intenso che si vede nelle giornate limpide d'inverno.
 
 
Io ero stremata, ai limiti dello stremo. Cernunnos mi si avvicinava, e cominciava a raccontarmi una cosa.
"Ti ricordi di quando vivevamo nelle foreste? Un giorno eravamo andati a passeggiare, io ti dicevo che niente sarebbe mai cambiato, e tu ti eri fermata, ed indicando le colline hai detto 'Tutto cambierà, a breve andremo a vivere laggiù'".
 
 
A quel punto, il sogno è svanito nell'oblio...

martedì 29 aprile 2014

Esposta

Mi rendo conto di non scrivere più così tanto su questo blog.
 
 
Da una parte è normale. Non ho più tutto il tempo di quando ero una studentessa universitaria (pure se l'ho aperto sotto tesi, e diciamocelo, lì il tempo era DAVVERO poco...); ma soprattutto, credo che dipenda dal fatto che mi sono resa conto fino in fondo di quanto è trasparente il mondo della rete.
 
 
Inserire il minimo dei dati riguardanti la sottoscritta è qualcosa che mi aiuta. Se c'è qualcosa a cui tengo, è la mia privacy, e per quanto possa essere amichevole con tutti, per essere amica di qualcuno questi se la deve conquistare, la mia fiducia (e se la perde, per me è morto). Però diciamocelo, ho uno stile di scrittura veramente riconoscibile, gli errori di digitazione e di ortografia sono grossomodo sempre gli stessi, e non so quanto tempo ci vorrà perché qualche lettore di faccialibro o del mio blog realizzi che Kura e JB (iniziali che possono essere un misto tra Scrubs e un whisky, in effetti...) si renda conto e cominci a cerchiare... in fin dei conti, quante fisioterapiste danzatrici del ventre esistono a Roma? Soprattutto, quante fisioterapiste interessate all'olistico e abbastanza pazze da dirlo?
 
 
Ecco. La realtà digitale mi fa sentire esposta. Quindi, non è che non mi succedano cose - ne capitano, eccome, anche di ridicole, gag mentali e situazioni buffe - ma non ne parlo. Non voglio espormi più del previsto.
 
 
Ammettiamolo, non sono poi tanto diversa dalla liceale disadattata avvolta dal muro di gomma che ho (apparentemente) lasciato indietro una decina di anni fa...

domenica 20 aprile 2014

Eiridh tonn air uisge balbh

Diciamocelo. Questo anno, un anno retto dal segno della Luna, visto che è cominciato di luna nuova e sta proseguendo con eclissi ed altri simili fenomeni, non è esattamente il MIO anno.
 
 
O meglio, è un anno di transizione bello e buono, con quel che ne consegue.
 
 
Se già ad aprile riesco ad elencare una batosta sentimentale, un'influenza con dolori articolari, quattro raffreddori di quelli buoni (di cui uno, l'ultimo, con tanto di notte insonne a sputare i polmoni a colpi di tosse), un braccio rotto diagnosticato ed una mano rotta non diagnosticata perché in lastra non si vedeva, un Barbapapà ricoverato con tutto il contorno di preoccupazioni che ne consegue, ed un corteggiatore insistente ma che si è rovinato con le sue mani con una serie di frasi.
 
 
Ho un po' paura per come proseguirà...
 
 
Molto spesso le onde si alzano su acque tranquille. Io che passo troppo spesso per un'acqua cheta, forse è il caso che alzi la testa...

martedì 25 marzo 2014

Fighter!

Mentre mi faccio prendere dagli avvenimenti assurdi tipo cadute e colpi di testa/di fulmine/di cuore, proseguo il lavoro alla Valle.
 
 
Con risultati, ammettiamolo, scarsi.
 
 
Perché piantare con amore un albero di sorbo, interrandoci sotto un paio di pietre, e quando ritorno dopo alcuni (ok, ammettiamolo... diversi...) mesi scoprire che se lo sono portato via non è bello.
 
 
Oppure lavorare su di un albero, e poi scoprire che lo stanno sradicando, così, tanto per.
 
 
Insomma, frustrazioni, rabbia, sensazione di pura impotenza... alvo poi trovare, in un punto troppo nascosto tra il rusco, troppo in pendio, la quercetta nata dalla ghianda interrata senza darci un soldo di credito. Ed allora, la combattente che è in me rialza la testa.
 
 
Stamattina, tra i 13 vasi che attualmente riempiono il davanzale della finestra agli Inferi, ho visto due getti. Il termine tecnico, ho imparato - o meglio, sto imparando - è calappro. Dopo aver improvvisato una giga vera e propria ed aver scritto a mezzo mondo di quello coinvolto nel mio progetto Valle, sono andata avanti... ma col pensiero che sì, sto facendo davvero qualcosa di utile. E non saranno forze avverse formato gentaglia che ruba gli alberi o abbattitori a fermarmi.

sabato 4 gennaio 2014

2013

Il 2014 è cominciatro da poco, e già mi sembra abbastanza simile a quello lasciato... è cominciato coi dolori del ciclo (e spero che questo non voglia dire che passerò un anno piegata in 16 con la nausea...), con un despacho (che nonostante il nome non si mangia) e con un portale aperto a colpi di Danza, è proseguito con feste, compleanni, lavoro e pezzette che corro a mettere agli amici, al momento la situazione dell'ordalia ancora non si è sciolta (e c'è il Vampiro che dice "Ma mica deve scegliere un appartamento!!!!), ma forse ci stiamo arrivando... e insomma, non vedo grosse differenze dal 2013.
 
 
E un po' posso dire di essere contenta. Il 2013 mi ha lasciato qualcosa di buono. Uno sfrondamento di rapporti falsi, per dirne una; lo sblocco dei miei sentimenti congelati (ero un freezer e neanche me n'ero accorta...); buone situazioni lavorative; la Danza on my own, visto che non avevo mai provato questa situazione; un bel po' di crescita personale; tante persone meravigliose che mi hanno teso la mano nei momenti difficili; e soprattutto, una nuova valutazione di me.
 
 
Cosa mi aspetto da questo nuovo anno?
 
 
Un lavoro sempre più stabile, con delle buone entrate; l'amore; viaggi, specie la mia tanto desiderata Irlanda; nuove amicizie; tantissima musica e tantissima Danza; vivere, in generale...

mercoledì 18 dicembre 2013

Ordalia

[or-da-lì-a] s.f.
giudizio di Dio; prova fisica a cui nel Medioevo si sottoponeva talora un accusato, e il cui risultato era ritenuto un diretto responso divino sulla sua innocenza o colpevolezza

 Nel Medioevo, prova fisica cruenta a cui, presso i popoli germanici, si sottoponeva un accusato

ordàlia (o ordalìa) s. f. [dal lat. mediev. ordalium, che è dall’ingl. ant. ordal «giudizio di Dio»; cfr. ted. Urteil «giudizio»; la pron. ordalìa è influenzata dal fr. ordalie]. – Termine nato nel medioevo europeo per indicare il «giudizio di Dio», e cioè ogni prova rischiosa (per es., del duello, dell’acqua bollente o fredda, del ferro rovente) alla quale veniva sottoposto un accusato, e il cui esito, considerato come diretta manifestazione della volontà divina, era determinante per il riconoscimento dell’innocenza o della colpevolezza dell’accusato stesso.


Aggiungiamo anche che dallo stesso termine ordal viene fuori l'inglese moderno ordeal, cioè ordalia (appunto), cimento prova.

mercoledì 20 novembre 2013

Ondeia...

Stavolta ho deciso di agire prima di scrivere.
 
 
Tante volte hoi scritto il mio disagio, per trovare la risoluzione a muovermi. Invece stavolta il disagio ha vinto su tutto... e partendo da qui, da questo spazio, il silenzio era l'arma migliore.
 
 
Silenzio, ed un buon paio di cesoie.
 
 
Ho scelto di sfrondare un po' di rapporti. In particolare uno, che mi ha lasciato una brutta sensazione, di recente, rovinando con poche frasi mal piazzate dei bei ricordi.
 
 
Le persone vengono e vanno, ed in certi casi è meglio che vadano via alla svelta.
 
 
Io rimango, come il mare. Respiro di nuovo.
 
 


domenica 27 ottobre 2013

Tuina

Oggi ho ripreso il coro di medicina cinese.
 
 
E dopo una serie di gag delle mie (tipo dimenticarmi dell'ora legale e svegliarmi con uno sforzo alle 6.30, per poi scoprire che erano le 5.30, grazie tante... oppure andare alla sede del corso - ricordo per i non addetti, ad Ostia - precipitarmi perché sto facendo tardi, trovare tutto chiuso, provare l'altra sede, nessuno neanche lì, chiamare la segretaria e scoprire che non cominciamo alle 9, ma alle 10...), dopo essere entrata in una classe che più compatta poteva essere solo una falange oplitica, e sentirmi molto fuori posto, dopo aver realizzato con orrore - ma non molta sorpresa - che devo riprendere tutto ex novo, a partire dai percorsi dei meridiani... ho deciso.
 
 
Irrevocabile.
 
 
Non me ne frega niente del master, né della laurea. Questo è l'ultimo anno che farò lì. Non mi interessa, dopo Kinesiologia e Quanti-Ka è superata, mi porta solo stress inutile che posso risparmiarmi.
 
 
Risparmio energetico. Se mi fossi data retta da subito, invece di dare retta ai razionali del caspio che mi dicevano "completa il percorso di studi!!!" (i.e. la Squala), mi sarei risparmiata anche la spesa di questi 1600 euro, che potevano farmi molto comodo per un bel viaggio...

mercoledì 16 ottobre 2013

Ch-ch-ch-ch-CHANGES!!!!!

Oggi, per uno di quegli inevitabili casi della vita, mi sono ritrovata a passare per l'Asylum.
 
 
Eggià. Dopo tanti anni.
 
 
Ero stupita di come, se lasciavo andare il mio corpo senza starci a ragionare sopra, ritrovavo le strade. Ho rivisto Darth Relator (sempre più "casco integrale integrato", ma di nuovo c'è che decanta la mia tesi come fosse oro colato, e giura di averci creduto da sempre... falso come una moneta a tre facce...) e Sgt Pepper (con cui ho intavolato una simpatica conversazione in inglese, tagliando fuori tutti gli altri medici che assistevano); ho incrociato un altro paio di terapisti, e mi sono sorpresa nel vedere che mi riconoscevano ancora, anche se c'è da dire che sono cambiata ben poco da allora (ho i capelli più rossi e notevolmente più lunghi, ma se li raccolgo non lo vede nessuno...).
 
 
Pure l'Asylum era grossomodo lo stesso... salvo dettagli, tipo le palme dove ho visto i pappagalli le prime volte (pensando di avere le allucinazioni, estate maledetta...), che erano state abbattute, le porte di uno degli ingressi chiuse, la Morgue spostata, la villa romana abbandonata a se stessa e piena di erbacce...
 
 
E' stato strano, estraniante, un po' come pensare che fosse di nuovo come allora ed al tempo tesso essere consapevole del fatto che ormai sono fuori da quel giro.
 
 
Darth Relator mi raccontava che Atropo è finalmente andata in pensione, ed ora è Lachesi al suo posto... e che, al posto del vecchio presidente (che si disinteressava abbastanza della facoltà), ora ci sono due miei vecchi professori molto in gamba a coprire il ruolo di presidente e vice, quindi sta funzionando meglio...
 
 
Io mi sono dovuta fare le ossa, mentreadesso sembra strutturata in maniera più ragionevole... ma è stato piacevole, e buffo, vedere quanto il tempo non cambi niente e cambi davvero tutto :)

sabato 24 agosto 2013

Free Hugs

Giornata di fine estate (quantomeno, io sento l'autunno incombente - e la cosa mi piace).
 
 
Amici in ferie, e/o impegnati.
 
 
Nulla da fare.
 
 
Queste sono le condizioni base per cui certa gente va a bruciare cassonetti o boschi, o a fare altre cavolate simili.
 
 
Io mi faccio un cartello con la scritta "Free Hugs", e vado in centro.
 
 
Da sola.
 
 
Sì, sono una pazza furiosa, e una sottospecie di hippie. Va bene così.
 
 
Cominciamo dalla metro? Beh, faccio una volata gi per le scale, perché sento il mio mezzo arrivare, e dietro di me c'è un signore che condivide la volata. Saliamo subito prima che si chiudano le porte, e gli rivolgo un sorriso, del tipo "ce l'abbiamo fatta!". Lui mi sottide a sua volta, indica il cartello e chiede "May I take a picture?". A quel punto il cartello viene notato anche da una coppia di filippini, che cominciano a ridacchiare, a sorridermi e mi chiedono quanto sono alta... e ricevo dei complimenti anche da una signora italiana...
 
 
Mi trovo una strada piena di gente, e comincio a percorrerla. Cerco di capire come muovermi, intanto rallentare il passo (cosa difficile per me, abituata a marciare, ma devo permettere a tutti di raggiungermi, o quantomeno di capire cosa succede), sorrido a tutti fino a sentire male alla faccia, se qualcuno mostra interesse mollo un lato del cartello ed allargo le braccia, o chiedo se vogliano un abbraccio.
Poi, decido che è meglio mettersi fermi in un punto, e mi trovo un angolino ventilato ed all'ombra.
 
 
Ho diviso la gente che passava in tre categorie. La più grande era quella del "vorrei ma non posso": sorridentissimi, bendisposti a fotografare, ma se chiedevo facevano la faccia rassegnata. Poi c'era la categoria del "che bello, abbracciamoci tutti!", che sembrava non vedere l'ora (ed hanno anche cercato di darmi dei soldi...); infine, quelli che cambiavano l'espressione in negativo, ed in cui un po' faccio rientrare anche quelli che commentavano "ma che stronzata!".
 
 
Qualcuno mi ha chiesto perché lo facevo. Inevitabilmente, la mia risposta era piuttosto zuccherosa, ma come faccio a spiegare a certa gente che è una reazione alla mancanza di umanità, al bosco bruciato, al fatto che abbiamo più rapporto con tablet ed iphones che con le persone?
Una ragazza mi ha sorpresa. Aveva l'aria nervosissima, e camminava con un passo molto simile al mio quando sono di fretta, non credevo si sarebbe mai fermata... invece è tornata indietro ed ha detto "Io ho bisogno di un abbraccio... mi hanno appena rubato la bicicletta!". Ecco, anche solo una persona così valeva la mattinata.
 
 
Purtroppo, è stata solo questo, una mattinata. Si sono avvicinati dei carabinieri, credo, che mi hanno fatto un bel po' di domande (ed, ovviamente, l'unica idiota che si porta dietro i cristalli ma non la carta d'identità è la vostra Kura...). Quindi è arrivata un altro tipo di guardia a dirmi che senza autorizzazione non potevo fare niente, e quindi dovevo andarmene. In effetti aveva detto anche che non lo potevo fare neanche camminando, ed in effetti ho fatto finta di niente, per questa seconda parte, e dopo un po' ho ripreso il cartello e l'andatura da lumaca... ma un po' mi ha guastato quella che sarebbe stata una bellissima giornata.
 
 
Ovvio, potevo essere una malintenzionata... ma se non lo fossi stata?
 
 
Insomma... voglio riprovarci. Ma prima mi dovrò informare su queste cose dei permessi. Non vorrei finire schedata, anche se mi sa che stavolta già qualche dato è stato inviato (per degli abbracci, poi!!!) 

martedì 16 luglio 2013

Black Moonstone

L'ho pensato domenica, mentre smontavo il banco.
Poi, nella mia testa, ho fatto "Bianca, grigia, albicocca... naaaaah!!!!", e non ci ho più pensato.
 
 
Fino a stamattina, quando al solito Centro Delle Pietre, dove vado con Xiuh, la vedo.
 
 
Pietra di Luna nera.
 
 
Devo imparare a fidarmi di più delle mie percezioni, oh!!!!!
 
 
(inutile dire che l'ho presa, vero?)
 
 


sabato 15 giugno 2013

Yantra

Reduce fresca fresca di uno stage di Danza del Ventre un po' particolare.
 
Particolare perché abbiamo unito alla Danza anche tutta una serie di discorsi sullo yoga, sui Chakra, sulla musica indiana, mantra e - appunto - yantra. Che poi sono dei simboli.
 
All'inizio abbiamo scelto una carta ciascuno, erano state messe a terra a formare una grande spirale, e dovevamo prendere quella che ci attraeva di più. A me è capitata Lakshmi (maguardanpo'). Poi abbiamo cantato, respirato, abbiamo percorso i sette Chakra a salire ed a scendere, abbiamo vocalizzato sull'Ohm (sia a voce che usando l'Euritmia), ed abbiamo danzato, danzato e cantato...
 
Ho il corpo che vibra ancora, ed è la sensazione più bella :)
 


giovedì 9 maggio 2013

Ultimi aggiornamenti

Nuovo fotografo, nuovo stile (che non è né ATS né ITS né Tribal Fusion, ma non è neanche Danza del Ventre classica... con l'altra Bellymaniac parlavamo di chiamarlo NTBF, ovvero Nuraluce Tribal Bellydance Fusion...), tanta passione, e si vocifera di un pezzo al saggio del 20 giugno (saggio della scuola, ma tant'è), e di uno spettacolo in data e luogo da verificarsi... Quindi, dal punto di vista della danza, è tutto OK :)
 
 
Per quello che riguarda il resto... ci sono talmente tante cose da dire, e talmente tanto assurde, incasinate ed incredibili, che forse è meglio se non parlo...

venerdì 26 aprile 2013



Questo qui per dire che ieri il Cerchio è stato meraviglioso, e l'Eclissi, pure se parziale, ancora di più.


Abbiamo lavorato con un gruppo grande, poi con un gruppo ristretto abbiamo danzato e ululato ed abbiamo fatto le matte/sacerdotesse.


Mi piace, così.