martedì 19 agosto 2014

Heroes

Barbapapà è un eroe.
 
 
Nel senso migliore, più puro e più disinteressato del termine.
 
 
Cominciamo dall'inizio. E' estate. E d'estate, per la sottoscritta, oltre al lavoro esistono due svaghi: libri, e Valle.
 
 
Al momento, leggo perlopiù la sera, prima di crollare addormentata ben dopo la mezzanotte, incapace di arrivare oltre a quel paragrafo (o, nel caso di Sir Pratchett, dilungandomi fino allo stremo per il mero piacere di sorprendermi per Carota).
Però sto andando un sacco alla Valle. Per prendere frutti di bosco, per raccogliere galle (non le solite rotonde, quelle create da un altro insetto - sì, sono sempre galle, sì sono sempre galle di quercia, no, non conosco le specifiche, le potrei leggere ad nauseam ed ancora non memorizzarle; fidatevi, ok?), per far scarpinare amici, per fare picnic notturni, per cercare luoghi idonei a scatti fantasy, per sognare di fare il drago steampunk coi rottami delle auto... E, insomma, la penultima volta che ci sono andata ho fatto una piccola deviazione sul percorso ed ho scoperto i resti di un accampamento. Resti decorati da alcune batterie di automobile.
 
 
Ora. Passi il vetro, passi la plastica - a fatica, moooooolto a fatica -, passino i resti del letto, ed anche le scarpe ed il sacco a pelo.
Ma le batterie, NO.
E' troppo, anche per me.
 
 
Per evitare di diventare più verde del mio solito, dopo aver lanciato anatemi contro i danneggiatori delle proprietà comuni verdi, mi sono ripromessa che domani (cioè ieri) o dopodomani (cioè oggi) sarei andata a fare pulizia.
 
 
Ne ho parlato a casa. E qui scatta la prima medaglia. Perché la Squala, che al solito considera aprioristicamente i miei progetti delle bambinate, ha detto di chiamare l'AMA, o di andare col carrello della spesa, o di non perderci tempo. Invece Barbapapà ha detto "Ti aiuto io! E' una bella cosa!!!".
 
 
In corso d'opera credo che mi abbia tirato diversi sentiti accidenti, pentendosi amaramente, ma è un eroe comunque, e non di meno per questo.
 
 
Pianifichiamo: prendere carrello, giornali - tanti giornali - e buste di plastica, vedere in primo luogo se è aperto l'elettrauto vicino casa per portarle lì, se no prendere la macchina e portarla il più vicino possibile all'ingresso più comodo, in modo da trasportare poi le batterie nella più vicina isola ecologica.
 
 
Ovviamente, l'elettrauto è chiuso. Pertanto, torniamo col carrello e prendiamo la macchina (la fedele Bouncing Car, che dal 2001 ci accompagna in ogni impresa titanica).
 
 
Già all'andata, con il carrello portato a braccio dalla sottoscritta, si palesano le difficoltà: terreno irregolare, deiezioni (canine e volpine, pure se ogni tanto ho adocchiato prodotti di pecora), strettoie, buche, radici, rovi, cardi, canne, erba secca. Ed ovviamente, l'accampamento in un punto quasi boschivo.
Avevo visto 4 batterie, ne troviamo 5, di cui una ancora chiusa e che perde... no buono. Ed ovviamente il carrello è troppo piccolo per caricarle tutte. Quindi smontiamo la sacca, avvolgiamo alla bell'e meglio tre batterie nei giornali (le due più pesanti più quella che perde), scovo un pezzo di cavo elettrico ormai senza rame per legarle come possibile, e quindi cerchiamo, con estrema fatica e diversi ribaltamenti, di portarle fuori. Alla fine, la strategia migliore si rivela camminare al contrario, tenendo il carrello con due mani, e scegliendo il percorso più regolare possibile, abbassandolo quasi per orizzontale nei punti ostici; e, quasi all'uscita, molliamo le ruote per trasportare le tre batterie a piedi fino alla macchina.
 
 
Portata la terza per quasi tutto il tratto, torno indietro con il grosso dei giornali a recuperare le altre due. Con un po' di difficoltà (chiunque avesse fatto quell'accampamento, lo aveva scelto proprio bene: ingresso pressoché semioccultato dalle canne e dagli alberi, spazio sufficiente, anche abbastanza in piano) mi raggiunge anche Barbapapà. Ammiriamo una mantide che ha appena fatto la muta (sono stata tentata di prendere la pelle vecchia, ma era troppo fragile... e poi, cosa ci avrei fatto?), carichiamo le ultime batterie ed un trasformatore da cellulare senza più il cavetto, e partiamo - con una velocità notevole rispetto al primo giro - di nuovo alla volta della macchina, raccogliendo un bauletto da motorino abbandonato da relativamente poco.
 
 
Da lì all'isola ecologica, non c'è voluto niente.
 
 
Siamo tornati a casa distrutti, assetati ed esilarati.
 
 
Barbapapà merita la medaglia d'oro al valore verde!!!!!!!!!

2 commenti:

_orchidea_ ha detto...

E tu non sei meno eroina di Barbapapá! :-) D'altra parte l'idea è stata tua...

Kurandera ha detto...

Beh, per me è quasi come pulire casa... lui, pover uomo, si è accollato il grosso del trasporto, e si è pure fatto male... chi è il vero eroe?