mercoledì 16 marzo 2011

Sitting on the bomb


Vorrei scrivere questo post come una lettera aperta, una lettera destinata ai cosiddetti "grandi" della terra, a quelli che detengono il cosiddetto "potere", a quelli che decidono per gli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato in virtù di una loro fantomatica appartenenza ad un'elite scelta da noi.


Tanto per cominciare, signori, se ci basiamo solo sul consenso che noi proviamo per voi, è inutile sbandierare un 51%. Vuol dire solo che siete insufficieti, come valutazione. Perché se si valuta qualcuno 50 su 100 è come valutarlo 5/10, no? A scuola non vi hanno insegnato che sotto il 6 è un brutto voto?


In secondo luogo, io sono appena una ventottenne, ma nel 1986 c'ero. C'ero, anche se non capivo molto, quando c'è stato il disastro di Cernobyl, c'ero quando sentivo notizie rassicuranti e vedevo mia madre, sì lei, la Squala, quella che si spezza ma non si piega, angosciata davanti al telegiornale che ripeteva a mò di pappagallo che "va tutto bene". Ho parlato personalmente con vari medici, una volta raggiunta l'età della ragione, ed ho avuto sempre lo stesso responso: dopo Cernobyl, i problemi alla tiroide sono aumentati in modo esponenziale, e non solo. Anche io mi devo tenere sotto controllo, io che all'epoca ero appena una bambina. Ho avuto modo di conoscere una donna ucraina che all'epoca doveva essere una ragazzina: aveva sulle braccia, sul torace e sul viso macchie bruno-rossiccie, simili a cicatrici da ustioni, che non andavano via. Mai. Come se non bastasse, in uno dei tg3 dei giorni scorsi hanno mandato un servizio in cui si mostravano anche bambini post-Cernobyl. Non avevo mai visto quei filmati, ed è stato un pugno nello stomaco. Intere classi di bambini malformati, senza naso, con gli occhi spostati, teratogenizzati. Adesso c'è questo casotto in Giappone, territorio dove già avevano avuto esperienze più che sufficienti con le radiazioni atomiche, ma dove evidentemente non era sufficiente la lezione per cercare alternative più eco-friendly per la produzione di energia elettrica. Non è che le radiazioni stanno lì, hanno rispetto degli esseri umani, seguino i confini... le radiazioni vanno, seguono i venti, possono arrivare in una settimana fin quaggiù, e lasciano le loro tracce. Sempre e comunque.


Oggi ho visto immagini del Parco della Pace a Hiroshima. Ho cominciato a piangere, senza riuscire a fermarmi, neanche quando Barbapapà mi ha abbracciata stretta, dicendomi che comunque ci sono loro, ci siamo tutti. Potrebbero esserci tutte le persone che mi vogliono bene, ed a cui io voglio bene, non basterebbe. Io ho paura. Paura perché i grandi capi di cui sopra se ne strafregano della gente e del Pianeta, amano solo il verde dei soldi, il tintinnare delle monete, la crescita dell'economia. Non gli importa di sedere sulla bomba, non saranno più qui quando ci sarà la deflagrazione. Sperano forse di aver mangiato abbastanza soldi per salvare i loro figli e nipoti, fregandosene del resto dell'umanità.


Ma viviamo tutti su questo Pianeta, che stiamo martirizzando, violentando ed uccidendo in ogni modo. Non ci sarà modo, se la bomba esplode, di evitare questo


 





 



Non è una foto ritoccata.


C'è solo un posto dove l'energia atomica è creabile e gestibile: sulle stelle.


La Terra non è una stella, non può esserlo, non sarebbe compatibile con la vita.


Vorrei che questi cosiddetti "grandi uomini", con per cervello un calcolatore, per cuore un registratore di cassa, per sangue del petrolio, per anima un bel mucchio di plutonio, tenessero conto che stiamo camminando sul corpo e sulle ossa della nostra Madre. Vorrei che le tributassero rispetto, e che decidessero, alla luce di quanto accade nel mondo, di chiudere immediatamente tutte le centrali nucleari, di bloccare istantaneamente le sperimentazioni sull'energia atomica, e di ideare un metodo sicuro quanto più possibile per smaltire il materiale radiattivo, che non sia semplicemente lasciarlo nella centrale abbandonata.



 



Sarei disposta a rinunciare tranquillamente al computer e ad accendere più candele che lampadine, se lo facessero.
 






1 commento:

Kurandera ha detto...

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