sabato 3 aprile 2010

Contaminazioni

Torniamo, per una volta, a parlare di danza del ventre!


O meglio, di come la danza del ventre si possa combinare con altri generi, stili, sensibilità e sonorità.


Noi danzatrici siamo abituate a pensare alla danza del ventre come a qualcosa di grossomodo codificato, con l'insegnante da cui dipendiamo totalmente. Poi vediamo altre danzatrici, altri insegnanti, cose così... e rimaniamo spiazzate.


Uno fa flettere le gambe, uno le tiene estese. Uno muove poco e niente le braccia, uno sembra un elicottero. Uno fa così, l'altro cosà. E sono belli, nel loro genere, entrambi. Quantomeno, entrambi adoperabili a seconda dell'occasione.


Questo è il vantaggio-svantaggio di una danza non codificata né codificabile. La danza del ventre è VIVA. Io, che ho un mio percorso, le mie conoscienze, il mio approccio al mio corpo, mi muovo in una determinata maniera che non, per esempio, Gyza, che pure è stata la mia primissima insegnante.


E, a prescindere da noi, questo discorso è ampliabile alla visione storica della danza. Le Awalim danzavano in modo diverso dalle Ghawazi, anche solo erché queste ultime erano le nostre zingare, e si portavano dietro gli stili di danza dall'India al medio Oriente. Al tempo stesso, hanno portato questa danza ibrida in Grecia, in Italia ed in Spagna, ed in ogni luogo è nato qualcosa di diverso... prendo l'ultimo esempio, e parlo del flamenco. Già la Spagna aveva subito l'influenza araba creando lo stile moresco,uno fra i più belli in Europa. Con l'influenza araba rivisitata degli zingari, le sonorità struggenti della chitarra, i movimenti accentuati di gambe e braccia, le balze ed i bracciali, il flamenco racchiude un buono stralcio di mondo.


E, a sua volta, questo si riincontra col mondo arabo.


 


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Poi, abbiamo le contaminazioni fatte dalle danzatrici. Ho messo il link, tempo fa, di Shakty Shala che danza su un pezzo giapponese, ed ho parlato della coreo fatta dalla mia fu-insegnante su un pezzo arabeggiante stile Lawrence d'Arabia. C'è Yame che danza sull'heavy metal, io che sogno di farlo sulle note di Cançao do Mar e di the Fountain of Lamneth (forse sono più pazza per la seconda che per la prima...), ho visto danze improvvisate credo su qualsiasi genere musicale, incluse musiche mezze afro o nativoamericane... ed ogni volta si apporta alla danza del ventre qualcosa di nuovo. In fin dei conti, non sono state la Gamal e quell'altra di cui non ricordo il nome ad inserire per prime nella danza del ventre movimenti tratti dalla danza classica? E com'è possibile spiegare altrimenti la differenza tra la danza delle Ouled Nail ed il nostro cabaret, che hanno comunque la stessa origine?


Al contrario quindi del balletto, che è codificato, anche se in più scuole, la danza del ventre è strutturata ma anarchica, è composta ma libera, è quello che noi la vogliamo rendere. Basta avere una tecnica di base, e su quella tecnica possiamo costruire qualunque cosa. Avrebbe fatto impazzire Isadora Duncan, ne sono sicura (anche solo perché avrebbe potuto giocare col velo).


E questo la rende una danza davvero trasversalmente aperta a tutti.


Mi scuso per questo sproloquio così poco lineare... ma per me questa danza è un amore che si autoalimenta.

3 commenti:

anonimo ha detto...

La danza è tutto in sé e si esprime con noi ... kiss, Shakty Shala

Kurandera ha detto...

Sono d'accordo!!!!!!!!! :)
Gracias, Shakty! :)

Kurandera ha detto...

Sono d'accordo!!!!!!!!! :)
Gracias, Shakty! :)